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La Floriterapia: cos’è? come funziona? Quante scuole? Piccola introduzione ad un fantastico mondo

Piccola premessa: quest’articolo vuol essere solo un’introduzione alla floriterapia, per chi ancora conosce, o conoscefloriterapia poco, questa “medicina alternativa” che a me piace chiamare complementare. La premessa fondamentale è che la floriterapia, non ha ancora nessuna base scientifica provata e testata, ma solo una dimensione empirica. Ciò non significa certo che vada esclusa a priori, ma semplicemente può essere considerata un coadiuvante a terapie psicologiche e psicoterapeutiche. L’ambiente d’azione della Floriterapia è indiscutibilmente lo spirito, la mente e l’anima, la cui “sanità” e serenità hanno una grande influenza sul nostro fisico. Perché è indubbio, e comprovato, che il benessere e la salute nascono da una compenetrazione ed un delicato equilibrio tra mente e corpo: là dove uno dei due non è in salute, ne risente anche l’altro. Quante volte infatti ci sentiamo stanchi, affaticati, con dolori muscolari e contemporaneamente stiamo vivendo un periodo di intenso stress lavorativo o familiare? Quante volte una malattia debilitante (come una malattia cronica) butta giù e fiacca il nostro spirito lasciandoci deboli e timorosi difronte alle situazioni più semplici? Questo è l’ambito in cui la floriterapia può lavorare.

Ma cosa si intende per floriterapia?

La floriterapia consiste nell’utilizzo delle essenze floreali, estratte e diluite in acqua e Brandy e poi filtrate. L’utilizzo dei fiori con questa tecnica risale ai tempi più antichi: li utilizzavano gli egiziani, insieme ad olii aromatici, etruschi, greci e romani, ma anche le popolazioni celtiche. Al contrario della fitoterapia, percepita sempre come una vera e propria medicina, la floriterapia anche nelle epoche antiche ha avuto sempre una dimensione magica, rituale ed animistica, con lo scopo preciso di portare in connessione anima e corpo. Proprio per questo carattere animistico, la floriterapia rimase molto marginale nell’ambito medico. Bisogna giungere fino ai primi anni del ‘900 e all’opera di Edward Bach per avere un approccio empirico-scientifico alla floriterapia. Bach sosteneva che per curare la maggior parte dei disturbi e per garantire in ogni caso, una buona ripresa da parte del paziente, sia necessario ottimizzare l’equilibrio psicofisico, agendo sulla sfera emotiva e ripristinandola al meglio, liberando il paziente da conflitti, comportamenti compulsivi, paure, etc..Egli introdusse l’uso dei fiori nella cura del paziente al fine di ottenere nello stesso, il raggiungimento di uno stato emotivo positivo e stabile in accordo con il piano mentale e fisico. Per Bach, i fiori fungono da catalizzatori ed aiutano a ripristinare l’equilibrio, rimuovendo i disagi  emotivi del paziente  e favorendo così la guarigione e l’eliminazione degli stati patologici dovuti al disagio emotivo stesso, come stati di ansia ed attacchi di panico, insonnia, aggressività etc. Il piano emozionale è il campo d’azione dei fiori che agiscono senza controindicazione alcuna e solo finché sia necessario.

Seppur efficaci, i fiori di Bach necessitano di un tempo maggiore di trattamento e di una costanza a lungo termine, che spesso non trova spazio nella frenetica vita quotidiana. Inoltre le tematiche proprie del nostro tempo faticano a trovare la loro controparte floreale nel mondo di Bach. Sul finire degli anni 90 del 900 Ian White, psicologo e biologo australiano, si dedicò allo studio dei fiori australiani. A differenza dei Fiori di Bach, le Essenze Australiane (BUSH AUSTRALIAN ESSENCES, dove “bush” indica le praterie selvagge ed incontaminate dell’Australia) mostrano un’azione “fisica” più spiccata e una forza spirituale maggior mente mirata. Inoltre Ian White si è dedicato all’esplorazione di quelle tematiche proprie del nostro tempo, quali sessualità ,comunicazione, spiritualità, stima ed autostima… Le Essenze Australiane sono conosciute per la rapidità e “forza” d’azione, riconducibili ad una “carica energetica” spiccata che alberga nel continente australiano. Permettono una crescita interiore dell’Io, attraverso lo sviluppo di intuito, autostima, spiritualità, creatività, con contemporanea rimozione delle convinzioni negative che ne limitano invece l’evoluzione.

In questo processo di “guarigione dello spirito e sua evoluzione”, il corpo trae non pochi benefici, andandosi via via spogliandosi di tutti quei sintomi psico-somatici, derivanti da costrizioni della società, che possono divenire autolimitanti ad una vita soddisfacente.

La Floriterapia ha ottenuto nel 1979 il riconoscimento dall’OMS come medicina olistica ed entra di fatto far le Terapie Complementari che si possono accostare ai trattamenti allopatici. La Floriterapia non ha controindicazioni, può essere usata in gravidanza, in età pediatrica e nei soggetti anziani.