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Problematiche e affezioni oculari comuni

Si avvicina, a grandi passi, la primavera e diventano sempre più comuni piccole problematiche degli occhi, che, se lasciate progredire, possono aggravarsi, anche seriamente. Vediamo allora come è possibile affrontarle, con buoni risultati, anche con le Terapie Naturali e la medicina complementare.boiron_disturbi_occhi-2

Gli occhi sono organi molto complessi e delicati, a diretto contatto con l’ambiente esterno: subiscono l’aggressione da virus, batteri, agenti fisici (polvere, sole…) e chimici. In particolare sta diventando sempre più frequente soprattutto negli adulti, la “Sindrome dell’Occhio Stanco” dovuta alla continua esposizione a schermi di pc, smartphon e tablet. Continua a leggere

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è già arrivata l’influenza???

Settembre 2016: abbiamo appena lasciato alle porte l’estate, non abbiamo ancora riposto i vestiti estivi ne tirato fuori maglioni, cappotti e cappelli, eppure già buona parte di noi è alle prese con febbre, raffreddore e tosse. Siamo già entrati nella stagione dell’influenza 2016? Molto come-curare-febbre-bambini-rimedi-naturali-640x402probabilmente no. Si tratta di un’anticipo di sindromi para-influenzali, non del virus vero e proprio. Però ciò non toglie che sia molto fastidioso e che, proprio a ridosso del’inizio dell’anno scolastico, costringa già tanti bambini a rimanere a casa… e ovviamente poi il contagio passa anche agli adulti. Vediamo quindi cosa possiamo fare per limitare le possibilità di contagio, o quanto meno per fa sì che l’influenza passi nel più breve tempo possibile, senza grandi complicanze.

ADOTTIAMO UN ABBIGLIAMENTO CONSONO ALLA TEMPERATURA ESTERNA: anche se piove, è brutto tempo e non fa certo più 30 gradi, in realtà è ancora molto caldo (le temperature giornaliere si aggirano su una media di 25°C). Al mattino e alla sera farà un po’ più fresco, ma durante il giorno il caldo sarà ancora padrone, quindi è consigliabile vestirsi a strati (la famosa “cipolla”); in particolar modo, i bambini non vanno coperti più di tanto, una felpa o un giacchino sul grembiule, ma sotto consiglierei ancora l’uso delle magliette a maniche corte. Cerchiamo di evitare i bruschi sbalzi di temperatura, non troppo caldo, non troppo freddo. Spegniamo l’area condizionata e in casa apriamo le finestre: faremo cambiare l’aria, evitandone così il ristagno che favorisce invece la proliferazione di batteri. Inoltre per rendere l’aria più salubre in casa, possiamo usare un diffusore (ad ultrasuoni o a riscaldamento) in cui aggiungere citronella olio essenziale (ancora utile per le zanzare), tea tree oil ed eucalipto (disinfettanti ed antibatterici). Ricordo solo che gli olii essenziali non vanno usati in presenza di bambini piccoli (fino ai sei anni), donne in gravidanza e persone asmatiche.

ATTENZIONE ALL’IGIENE: ovviamente laviamoci sempre molto bene le mani, al rientro a casa e ogni volta che dobbiamo mangiare. Ma non solo: prendiamo l’abitudine, sia per grandi sia per piccini, di curare l’igiene del naso. I famosi lavaggi nasali che si fanno tanto spesso durante i raffreddori, vanno in realtà fatti anche e soprattutto quando si sta bene; in questo modo infatti si allontanano virus e batteri che si annidano nella mucosa nasale e orofaringea.

E SE VIENE L’INFLUENZA???

Ce ne accorgeremo subito: dolori alle ossa, stanchezza e affaticamento, un pizzicore alla gola che subito si trasforma in mal di gola e raffreddore ed infine la tosse (da principio secca poi via via più grassa). Che fare?

NESSUN ANTIPIRETICO SOTTO I 38.5°C/39°C: fino a che la febbre non supera i 38,5°C ( e la persona- adulto o bambino che sia- sta bene) non è necessario somministrare nessun antipiretico; è consigliabile e preferibile, rimanere a letto, riposati, bere molto, magari usando qualche integratore salino (senza esagerare), per mantenere alti i livelli di elettroliti e soprattutto di zucchero e contrastare così la spossatezza. Si possono usare anche alcuni preparati fitoterapici a base di Sambuco e Zinco, con Rosa Canina (ricca di Vitamina C) per potenziare le difese immunitarie e combattere allo stesso tempo i primi sintomi influenzali. Possiamo anche, se è nelle nostre corde, usare rimedi omeopatici come la Belladonna o la Bryonia. Ovviamente oltre i 38,5°C-39°C useremo gli antipiretici allopatici (paracetamolo).

Febbre a parte, combatteremo contro mal di gola, tosse e raffreddore. Per la Gola: possiamo usare uno spray al Propoli (non sotto i 3 anni di età, e nei bambini SEMPRE prodotti senza alcool), con attività antibatterica e antiinfiammatoria, meglio se addizionato con miele di manuka, che oltre al potere antibatterico, aiuterà ad idratare le mucose, alleviando la sensazione di dolore. Per la Tosse possiamo scegliere anche qui un prodotto fitoterapico, che contenga arabinogalattani, dal forte potere idratante e mucolitico, oppure uno sciroppo omeopatico da chiedere al Farmacista di fiducia. Per chi invece preferisce la medicina allopatica (ovvero la medicina classica), consiglio sempre uno sciroppo sedativo e fluidificante: calma la tosse, aiutando però a fluidificare le secrezioni responsabili del senso di peso sul petto, tipico delle forme influenzali. Ricordo l’assoluto divieto di dare sciroppi mucolitici ai bambini al di sotto dei tre anni (io abbondo anche fino ai 5): il bambino deve essere in grado di espettorare, se non lo è il mucolitico non è indicato. Per il naso chiuso, unitamente ai lavaggi nasali con soluzione isotonica sterile (che, ricordo, dovrebbero essere una buona abitudine quotidiana), si può usare la soluzione ipertonica (due/tre volte al giorno) oppure provare una soluzione spray contenente anche Argento Colloidale, dall’elevato potere antibatterico e antivirale. Per le donne incinta e per i bambini sotto i 12 anni: proibiti tutti gli spray decongestionanti, specie se contenenti mentolo o eucaliptolo.

Per altri consigli, sono sempre a vostra disposizione 🙂

Dott.ssa Adriana

 

 

 


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Come affrontare il rientro dalle vacanze

Le vacanze stanno per finire, per molti sono terminate già da tempo, ma soprattutto sta per finire l’estate…Molti di noi cominciano ad avvertire il “mal da rientro”.

Ecco allora qualche consiglio per riprendere la routine fino alle prossime vacanze e portarci dietro i benefici del relax di cui abbiamo goduto.

  1. NON RIENTRATE IMMEDIATAMENTE AL LAVORO: tenetevi due/tre giorni per rientrare in casa, sistemare le vostre cose, i vostri ricordi delle vacanze e per riprendere i ritmi cittadini. Un periodo di decompressione, utile per i grandi ma soprattutto per i bambini. Riprendete con calma tutte le attività che normalmente vi occupano, senza foga.
  2. CONTINUATE A PRENDERVI CURA DI VOI: in vacanza, si sa
    , si dedica molto tempo al proprio corpo e al proprio aspetto. Manicure, pedicure, massaggi… Continuate anche al rientro. Continuate a mettere creme e cremine, per prolungare l’aspetto curato, sano, tonico e rilassato che avete avuto in vacanza. Dieci minuti la sera o al rientro dal lavoro, potete dedicarli ogni giorno ad un “rituale di benessere”.
  3. CONTINUATE A USCIRE E A SOCIALIZZARE: non gettatevi nuovamente tra le braccia del divano e della TV. Un’aperitivo in compagnia, fosse anche sul terrazzo di casa, godendo della temperatura serale ancora calda, una passeggiata lungo il centro città o per il quartiere, vivendo la comunità. Prendete aria, camminate e non rinchiudetevi nuovamente fino alle prossime ferie.
  4. CURATE LA COPPIA E LA FAMIGLIA: la routine non deve assorbirvi completamente, e neanche la foga e lo stress tipico del lavoro. Non rinunciate ai “momenti unici” che avete vissuto in vacanza in coppia o in famiglia.

Fiori Australiani, Magnesio, integratori multi-vitaminici vi aiuteranno a smaltire il “panico da rientro”, a reagire all’affaticamento e soprattutto a mantenere i buoni propositi.311

BUON RIENTRO 🙂

Dott.ssa Adriana

 


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Il benessere nelle nostre mani…

Oggi ho deciso di dedicare un intero articolo alle nostre MANI… spesso bistrattate o poco curate 🙂

Le mani sono il nostro “biglietto da visita”: è con le mani che tocchiamo, accarezziamo, stringiamo altre mani, lavoriamo. Ed è bene che oltre ad avere un bell’aspetto, sicuramente i14231390_1327350193942842_4771109362243763479_oimportante, siano soprattutto curate e sane.

Le mani sono la parte del nostro corpo, insieme al viso, più esposta agli agenti fisici e chimici che ne minano ogni giorno l’integrità: freddo, caldo, acqua, tensioattivi provocano arrossamenti e screpolature, che se non trattati possono causare problemi fastidiosi e limitanti nella nostra quotidianità. Dobbiamo poi considerare anche i problemi correlati alle unghie e alla pelle intorno ad esse: spesso si possono manifestare micosi (specie se le unghie vengono trattate costantemente con ricostruzioni e  smalti semipermanenti) o la formazione di ragadi intorno ai polpastrelli, molto dolorose.

Vediamo allora come possiamo prenderci cura delle nostre mani.

PRIMA REGOLA: DETERSIONE DELICATA

Le mani vengono, giustamente, lavate continuamente, più di quanto uno non pensi. E generalmente non si fa caso al tipo di detergente che si usa. Il mio consiglio è di sceglierne uno delicato, con pochi tensioattivi (sì lo so che amate le “bolle” ma più bolle più tensioattivi), che rispetti il film idrolipidico della pelle. In questo senso un buon detergente può essere il VEA DETERGENTE. Può essere usato per l’igiene quotidiana di tutto il corpo, igiene intima compresa, è non aggressivo (contiene un solo tensioattivo di origine vegetale) ed è arricchito in Vitamina E come tutti i prodotti VEA.

SECONDA REGOLA: IDRATAZIONE

Buona regola è quella di applicare mattina e sera (con particolare attenzione alla sera) una buona crema idratante, da massaggiare non solo per farla assorbire bene, ma anche come “massaggio” per attivare la circolazione. Le creme da preferire sono quelle ai burri vegetali (burro di mandorle, burro di karitè) o arricchite con olii vegetali (come l’olio di Argan), addizionate con calendula o con altri estratti vegetali biofunzionali. Ne esistono diverse in commercio, quelle che però io preferisco e consiglio sono le creme mani Weleda. Olivello Spinoso, Melograno, Enotera e Mandorle sono gli estratti ed olii vegetali scelti per il loro utilizzo biofunzionale (in accordo con la medicina antroposofica di Steiner). Per i meno esigenti, invece anche la Crema Mani All’Olio di Argan NaturViti è un’ottima scelta.

Scelta della crema a parte, quello che è importante è massaggiare la crema anche sulle unghie ed intorno ad esse, sulle cuticole. Anche le unghie infatti si spezzano, sfaldano ed indeboliscono quando sono poco idratate. Ricordate che le unghie, come i capelli sono costituite da cheratina, una proteina elastica e flessibile, che però deve mantenere un giusto grado di idratazione per svolgere la sua funzione di sostegno. quando viene meno l’idratazione allora l’unghia, come il capello, risulta striata e con la tendenza a sfaldarsi.

Per chi volesse poi dedicare particolare cura anche all’unghia, consiglio l’uso di olio specifico per l’idratazione della stessa e per ammorbidire le cuticole intorno ( ATTENZIONE: le cuticole non vanno rimosse assolutamente, ma idratate in maniera tale che non si ispessiscano.)

TERZA REGOLA: SCRUB E MASCHERA

Una volta a settimana sarebbe bene dedicare un piccolo rituale di benessere anche alle nostre mani. Così come facciamo per il viso, è necessario rimuovere le cellule morte e favorire il ricambio cellulare anche dell’epidermide delle mani. Si può fare un piccolo scrub aggiungendo miele e zucchero ad una noce abbondante della nostra crema usuale, da massaggiare quindi sia sulle mani sia sulle unghie, per rimuovere anche le macchie che a volte si formano sulla superficie dell’unghia e sulla pelle. in seguito applicare un’abbondante strato di crema idratante ed indossare un paio di guanti (di cotone) oppure scegliere una maschera idratante, specifica per le mani.

Qualche consiglio,infine, per chi ha problemi di ragadi alle mani. cominciate già da ora ad applicare una buona crema protettiva, possibilmente a base di burro di karitè, proteggete le vostre mani con guanti protettivi ogni volta che dovete immergere le mani in detersivi o anche semplice acqua. Evitate i bruschi sbalzi termici (lavate ad esempio le mani con acqua tiepida, mai troppo calda, mai troppo fredda). Al primo sentore di arrossamento/screpolatura aggiungete alla crema idratante un trattamento olioso, nutriente, (come l’olio di Argan o l’Olio di Mandorle Dolci) da applicare tutte le sere, in maniera costante. Infine, qualora si formassero le spaccature tipiche delle ragadi, applicate un prodotto opportuno come la DermovitaminaA Ragadi Mani e piedi, per sigillare la fessurazione, accelerarne la guarigione e alleviare il dolore.

Per chi ha invece la tendenza alle micosi sulle unghie, consiglio il trattamento con creme e olii addizionati di tea tree oil: il tea tree ha un’azione antibatterica e antifunginea, ottima soprattutto come prevenzione.

Alla Prossima

Dott.ssa Adriana 🙂


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La grande famiglia Ibuprofene

Questo articolo nasce dall’esperienza quotidiana nella mia pratica di farmacista e dalla necessità di chiarire le idee a molti pazienti- clienti su quella che io chiamo appunto la “grande famiglia ISenza nome 1buprofene”.

Molti sono infatti i prodotti con cui questo principio attivo viene commercializzato, una famiglia molto colorata (dal rosa al blu) e molto variegata nelle forme farmaceutiche (capsule molli, compresse, bustine…) e nei dosaggi. Ma il mio mestiere, quello di Farmacista, è quello di educare all’uso consapevole del farmaco e  il farmaco da banco o automedicazione richiede maggior educazione nell’uso proprio per la sua stessa definizione.

Partiamo quindi dal spiegare un fatto lapalissiano per gli addetti ai lavori, meno comprensibile per i pazienti: in qualsiasi forma o colore venga proposto, l’ibuprofene è ibuprofene. Questo principio attivo appartiene alla classe degli analgesici antiinfiammtori non steroidei, comunemente chiamati FANS, l’azione dei quali, nella pratica, è quella di ridurre i sintomi provocati dall’infiammazione stessa. La riduzione dell’infiammazione porta di conseguenza, quindi come effetto secondario, la riduzione del dolore e quindi l’effetto analgesico. Nello specifico, l’ibuprofene è un antinfiammatorio blando il cui uso nella dose massima di 400mg, non richiede la prescrizione medica, può essere usato come analgesico per mal di testa, dolori mestruali e dolori articolari di lieve e moderata entità. Al pari del paracetamolo (più noto come Tachipirina, di cui mi riservo il diritto-dovere di parlare in futuro) ha azione antipiretica, anche se di breve durata.

Due prodotti contenenti ibuprofene come principio attivo singolo avranno, a parità di dosaggio, lo stesso identico effetto: nello specifico, il Moment rosa in bustine da 200mg non si discosta nelle applicazioni dal moment in compresse. Lo stesso dicasi per il buscofen e il moment o per i loro rispettivi fratelli a dosaggio maggiore (buscofenAct e moment act, entrambi contenenti ibuprofene 400mg). Ciò che li differenzia è la forma farmaceutica, ovvero compresse, bustine e capsule molli. La forma farmaceutica può influenzare assorbimento e tempo di insorgenza dell’effetto: nelle forme farmaceutiche già solubilizzate prima dell’ingestione (come le bustine o le capsule molli, quest’ultime contenenti il principio attivo solubilizzato in un mezzo semigelificato) si potrà osservare un insorgenza dell’effetto più rapida rispetto alle compresse.
Per i più piccoli (e per le persone anziane con difficoltà alla deglutizione) sono in commercio anche degli sciroppi: attenzione al loro dosaggio, specialmente per i più piccolini: il dosaggio più indicato nell’uso pediatrico è quello da 100mg/5ml (cioè 100mg di ibuprofene in 5 ml di sciroppo), mentre lo sciroppo contenente 200mg/5ml è indicato sopra i 12 anni di età.

Chiariti questi punti tecnici, vi lascio con il consiglio della vostra farmacista: Ovviamente ognuno di noi ha il suo farmaco preferito, che per esperienza empirica, “ci fa meglio” ma nell’acquistare un farmaco fidatevi sempre dei consigli del farmacista e soprattutto evitate di comprare un farmaco per il mal di testa ed uno per i dolori mestruali quando entrambi sono a base di ibuprofene, ne guadagnerete in salute e nel portafoglio. Leggete sempre le indicazioni, usate i farmaci (se proprio dovete) con consapevolezza… Informatevi.


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La Floriterapia: cos’è? come funziona? Quante scuole? Piccola introduzione ad un fantastico mondo

Piccola premessa: quest’articolo vuol essere solo un’introduzione alla floriterapia, per chi ancora conosce, o conoscefloriterapia poco, questa “medicina alternativa” che a me piace chiamare complementare. La premessa fondamentale è che la floriterapia, non ha ancora nessuna base scientifica provata e testata, ma solo una dimensione empirica. Ciò non significa certo che vada esclusa a priori, ma semplicemente può essere considerata un coadiuvante a terapie psicologiche e psicoterapeutiche. L’ambiente d’azione della Floriterapia è indiscutibilmente lo spirito, la mente e l’anima, la cui “sanità” e serenità hanno una grande influenza sul nostro fisico. Perché è indubbio, e comprovato, che il benessere e la salute nascono da una compenetrazione ed un delicato equilibrio tra mente e corpo: là dove uno dei due non è in salute, ne risente anche l’altro. Quante volte infatti ci sentiamo stanchi, affaticati, con dolori muscolari e contemporaneamente stiamo vivendo un periodo di intenso stress lavorativo o familiare? Quante volte una malattia debilitante (come una malattia cronica) butta giù e fiacca il nostro spirito lasciandoci deboli e timorosi difronte alle situazioni più semplici? Questo è l’ambito in cui la floriterapia può lavorare.

Ma cosa si intende per floriterapia?

La floriterapia consiste nell’utilizzo delle essenze floreali, estratte e diluite in acqua e Brandy e poi filtrate. L’utilizzo dei fiori con questa tecnica risale ai tempi più antichi: li utilizzavano gli egiziani, insieme ad olii aromatici, etruschi, greci e romani, ma anche le popolazioni celtiche. Al contrario della fitoterapia, percepita sempre come una vera e propria medicina, la floriterapia anche nelle epoche antiche ha avuto sempre una dimensione magica, rituale ed animistica, con lo scopo preciso di portare in connessione anima e corpo. Proprio per questo carattere animistico, la floriterapia rimase molto marginale nell’ambito medico. Bisogna giungere fino ai primi anni del ‘900 e all’opera di Edward Bach per avere un approccio empirico-scientifico alla floriterapia. Bach sosteneva che per curare la maggior parte dei disturbi e per garantire in ogni caso, una buona ripresa da parte del paziente, sia necessario ottimizzare l’equilibrio psicofisico, agendo sulla sfera emotiva e ripristinandola al meglio, liberando il paziente da conflitti, comportamenti compulsivi, paure, etc..Egli introdusse l’uso dei fiori nella cura del paziente al fine di ottenere nello stesso, il raggiungimento di uno stato emotivo positivo e stabile in accordo con il piano mentale e fisico. Per Bach, i fiori fungono da catalizzatori ed aiutano a ripristinare l’equilibrio, rimuovendo i disagi  emotivi del paziente  e favorendo così la guarigione e l’eliminazione degli stati patologici dovuti al disagio emotivo stesso, come stati di ansia ed attacchi di panico, insonnia, aggressività etc. Il piano emozionale è il campo d’azione dei fiori che agiscono senza controindicazione alcuna e solo finché sia necessario.

Seppur efficaci, i fiori di Bach necessitano di un tempo maggiore di trattamento e di una costanza a lungo termine, che spesso non trova spazio nella frenetica vita quotidiana. Inoltre le tematiche proprie del nostro tempo faticano a trovare la loro controparte floreale nel mondo di Bach. Sul finire degli anni 90 del 900 Ian White, psicologo e biologo australiano, si dedicò allo studio dei fiori australiani. A differenza dei Fiori di Bach, le Essenze Australiane (BUSH AUSTRALIAN ESSENCES, dove “bush” indica le praterie selvagge ed incontaminate dell’Australia) mostrano un’azione “fisica” più spiccata e una forza spirituale maggior mente mirata. Inoltre Ian White si è dedicato all’esplorazione di quelle tematiche proprie del nostro tempo, quali sessualità ,comunicazione, spiritualità, stima ed autostima… Le Essenze Australiane sono conosciute per la rapidità e “forza” d’azione, riconducibili ad una “carica energetica” spiccata che alberga nel continente australiano. Permettono una crescita interiore dell’Io, attraverso lo sviluppo di intuito, autostima, spiritualità, creatività, con contemporanea rimozione delle convinzioni negative che ne limitano invece l’evoluzione.

In questo processo di “guarigione dello spirito e sua evoluzione”, il corpo trae non pochi benefici, andandosi via via spogliandosi di tutti quei sintomi psico-somatici, derivanti da costrizioni della società, che possono divenire autolimitanti ad una vita soddisfacente.

La Floriterapia ha ottenuto nel 1979 il riconoscimento dall’OMS come medicina olistica ed entra di fatto far le Terapie Complementari che si possono accostare ai trattamenti allopatici. La Floriterapia non ha controindicazioni, può essere usata in gravidanza, in età pediatrica e nei soggetti anziani.

 

 

 


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OLIO ESSENZIALE DI CITRONELLA

citronella

Cymbopogon Winterianus

L’olio essenziale di Citronella si ottiene, per estrazione in corrente di vapore, dalle foglie essiccate parzialmente oppure fresche del Cymbopogon nardus o del Cymbopogon winterianus (Citronella di Celyon e Citronella di Java), da non confondersi con la Cedronella o Melissa Officinalis.

I due principali componenti dell’essenza sono il citronellolo e il geraniolo, cui si deve la spiccata azione repellente contro le zanzare e gli insetti molesti in genere. Si ritrova proprio per questo in molti prodotti ad azione repellente, sia spray che lozioni, nonché in candele od olii per lampade da utilizzare all’esterno. L’olio essenziale di Citronella può anche essere usato nei classici bruciatori per essenze. Oltre ad allontanare le zanzare, conferirà un gradevole profumo all’ambiente. Data anche la sua azione antistress e rasserenante dell’umore (secondo l’aromaterapia), ci aiuterà anche ad acquisire calma e serenità nelle nostre serate estive.

Come tutti gli olii essenziali, l’essenza di citronella svolge un’azione antisettica sui batteri, soprattutto quelli che provocano i cattivi odori. Se diluito 2 gocce nell’acqua del pediluvio è efficace contro l’eccessiva sudorazione (da associare magari al Tea Tree Oil). Se usato qualche goccia nello shampoo, svolge un’azione purificante sul cuoio capelluto, in caso di capelli grassi e seborrea (in associazione con l’olio essenziale di Lavanda e l’olio essenziale di rosmarino).

CONTROINDICAZIONI

In alcuni individui si può manifestare allergia al contatto con le foglie della pianta. E’ quindi sconsigliato l’utilizzo dell’olio essenziale puro sulla pelle.

L’inalazione eccessiva e prolungata può aumentare la frequenza cardiaca è quindi sconsigliato a chi soffre di tachicardia e palpitazioni. Da evitare in gravidanza ed allattamento.